Nel 2015 cresce la spesa per le famiglie, aumenta il potere d’acquisto ma ancora i consumi non riescono a decollare

07 aprile 2016

Finalmente dopo otto anni, il potere d’acquisto riprende fiato. L’Istat registra infatti un aumento dello 0,8% nel 2015, frutto di un rialzo del reddito non incrinato dall’inflazione. Una boccata d’ossigeno per gli italiani che non a caso hanno aumentato i consumi, lasciando fermi i risparmi.

Il reddito disponibile delle famiglie è aumentato nel 2015 dello 0,9%: nel dettaglio, l’ultimo trimestre dell’anno ha registrato una flessione dello 0,6% rispetto al trimestre precedente e un aumento dell’1,1% su base annuale.

L’aumento del potere d’acquisto a più 0,8% è ottimista ma allo stesso tempo insufficiente considerata la flessione continua di tutti gli anni passati. Dal 2007 al 2014 infatti, il potere d’acquisto degli italiani è calato del -12%, e i consumi nello stesso periodo si sono ridotti per un importo pari a -80 miliardi di euro. Ciò significa che di questo passo ci vorranno almeno 15 anni per tornare ai livelli di potere d’acquisto pre-crisi. Se la capacità di spesa delle famiglie non aumenta in modo sensibile, i consumi non possono definitivamente ripartire, con effetti a catena sull’industria, sul commercio e sull’occupazione.

Per Federconsumatori i dati sulla spesa delle famiglie e sul loro potere d’acquisto “svelano, ancora una volta, tutto l’ottimismo dell’Istat”. L’Associazione ricorda che le famiglie spendono dai 400 ai 500 euro al mese per mantenere figli e nipoti disoccupati, mentre l’andamento dei consumi negli ultimi anni è stato tutto in flessione: dal 2012 al 2015 la diminuzione dei consumi risulta pari al 10%, con una riduzione complessiva della spesa delle famiglie di 75,5 miliardi di euro.