In vigore la riforma del telemarketing

01 marzo 2018

Uno dei fenomeni più sgradevoli nella quotidianità del cittadino è la persecuzione che è costretto a subire nel ricevere quotidianamente svariate chiamate telefoniche, perlopiù durante le ore pasti, che offrono promozioni commerciali di varia natura.

Col DPR 178 del 2010, per ovviare all’inconveniente, venne introdotto il Registro Pubblico delle Opposizione, quale strumento per deflazionare il fenomeno: un servizio concepito a tutela del cittadino, il cui numero è presente negli elenchi telefonici pubblici, che decide di non voler più ricevere telefonate per scopi commerciali o di ricerche di mercato.

L’esperienza di questi anni ha dimostrato che questo strumento era assolutamente inadeguato e il legislatore ha deciso di intervenire per riformarlo: è entrata in vigore lo scorso 4 febbraio la legge 11 gennaio 2018, n. 5 recante “Nuove disposizioni in materia di iscrizione e funzionamento del registro delle opposizioni e istituzione di prefissi nazionali per le chiamate telefoniche a scopo statistico, promozionale e di ricerche di mercato”, pubblicata in Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 28 del 03/02/2018 -http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2018/2/3/18G00021/sg ).

Vediamo le principali novità. In primo luogo, la nuova legge consente a tutti gli utenti di iscrivere la propria utenza telefonica nel “Registro pubblico delle opposizioni” (R.P.O.), anche i numeri di telefonia mobile e non solo le utenze fisse come previsto in precedenza, anche contemporaneamente per tutte le utenze. Nel registro verranno altresì inserite le numerazioni fisse non pubblicate negli elenchi di abbonati, che gli operatori saranno tenuti a fornire al gestore del registro

L’iscrizione al Registro, inoltre, revocherà automaticamente tutti (salvo qualche deroga limitata) i consensi precedentemente espressi , con qualsiasi forma o mezzo e a qualsiasi soggetto, autorizzativi del trattamento delle proprie numerazioni telefoniche fisse o mobili. Fermo restando che saranno validi i nuovi consensi forniti dopo l’iscrizione nel Registro.

Sono previste, in caso di violazione delle prescrizioni, pesanti sanzioni per i trasgressori e, nei casi più gravi, addirittura la sospensione o la revoca dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività.

Per identificare e distinguere le chiamate, la nuova legge introduce espressamente due codici o prefissi che verranno individuati dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge. Tutti gli operatori che svolgono attività di call center rivolte a numerazioni nazionali, fisse o mobili, dovranno adeguare tutte le numerazioni telefoniche utilizzate per tali servizi di call center, anche delocalizzati. Dovrà trattarsi di numeri “richiamabili”, affinché il consumatore (a proprie spese) possa ricontattare l’utenza dalla quale è partita la chiamata.

La legge prevede inoltre espressamente il divieto, con qualsiasi forma o mezzo, di comunicare a terzi, trasferire o diffondere i dati personali degli interessati iscritti al Registro delle Opposizioni da parte del titolare del trattamento, per fini di pubblicità o di vendita ovvero per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale non riferibili alle attività, ai prodotti o ai servizi offerti dal titolare del trattamento. Ciò dovrebbe limitare il “mercato dei pacchetti di utenti”. Comunque, in caso di cessione a terzi di dati relativi alle numerazioni telefoniche, il titolare del trattamento sarà tenuto a comunicare agli interessati gli estremi identificativi del soggetto a cui i medesimi dati saranno trasferiti.

Inoltre, sarà espressamente vietato l’utilizzo di compositori telefonici per la ricerca automatica di numeri anche non inseriti negli elenchi di abbonati. Infine, in caso di violazioni delle disposizioni previste dalla legge, sarà prevista la responsabilità solidale del titolare del trattamento dei dati personali con i call center di terzi cui abbia affidato l’incarico di effettuare delle chiamate telefoniche.

Basteranno queste modifiche per porre un argine all’invasività dei call center? Come sempre, molto dipenderà dalla rigorosità con cui verranno applicate le sanzioni.

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Marino Pittoni