Polizze vita dormienti, Ivass: risvegliate 190 mila polizze, pagati 3,5 miliardi euro

14 settembre 2018

Polizze vita dormienti, Ivass: risvegliate 190 mila polizze, pagati 3,5 miliardi euro

Le polizze vita dormienti sono polizze che non sono state riscosse dai beneficiari e giacciono presso le imprese in attesa della prescrizione. Può trattarsi, in caso di morte dell’assicurato, di polizze della cui esistenza i beneficiari non erano a conoscenza, o di polizze di risparmio che, giunte a scadenza, non sono state riscosse per vari motivi.

Le polizze vita dormienti “risvegliate” sono quasi 190 mila per un totale di 3,5 miliardi di euro, già pagati ai beneficiari o in via di pagamento. L’Ivass, Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, lo aveva già annunciato durante la relazione annuale dello scorso giugno; recentemente ha anche pubblicato online l’indagine aggiornata sul risveglio delle polizze potenzialmente dormienti, quelle “in sonno”, di cui si è persa traccia, entrate in una sorta di limbo dopo la morte del sottoscrittore.

L’istituto spiega che l’attività “è stata resa possibile grazie alle verifiche effettuate dalle imprese e inviate all’Ivass ed al successivo incrocio dei codici fiscali da parte di quest’ultima con l’Anagrafe Tributaria”. Rimangono da indagare altri 900 mila contratti, per la maggior parte relativi a polizze temporanee caso morte.

Si legge nel documento: “L’indagine lanciata da Ivass l’8 febbraio 2017 ha fatto emergere un esteso fenomeno di polizze vita potenzialmente “dormienti”, polizze per le quali le imprese non disponevano degli elementi necessari atti a riscontrare se si fosse o meno verificato il decesso dell’assicurato nel corso della durata del contratto e quindi se, pur in assenza di una richiesta da parte dei beneficiari, si fossero realizzate le condizioni per il pagamento della prestazione assicurata”. L’Ivass ha dunque avviato varie iniziative per “risvegliare” le polizze dormienti e assicurare l’adozione da parte delle imprese di procedure che mitigassero il fenomeno.

“Di queste 116.056 (62%) sono relative a polizze di risparmio giunte a scadenza, per un importo complessivo di 1,5 miliardi di euro, che gli stessi contraenti hanno trascurato di riscuotere e che le imprese, impropriamente, hanno lasciato in stato di dormienza – spiega l’Ivass – 71.437 polizze (38%) invece sono relative ad assicurati deceduti, per un ammontare di circa 2 miliardi di euro mai reclamate dai legittimi beneficiari. Tra queste ultime 30.857 polizze, per circa 1,7 miliardi di euro, sono relative a contratti a Vita intera, polizze che non hanno una scadenza definita e si concludono con il riscatto o con la liquidazione della prestazione per il decesso dell’assicurato”.

L’Istituto ha poi deciso di ampliare il perimetro di ricerca delle polizze dormienti estendendolo anche ai contratti scaduti nel quinquennio 2001-2006 e a quelli, più recenti, scaduti nel 2017 e non ancora liquidati. In questo modo si arriveranno a coprire 16 anni di possibile “dormienza”. Le imprese dovranno dunque comunicare all’Ivass i codici fiscali di tali polizze entro il 30 ottobre 2018.

Pur dando atto della positività delle iniziative volte a riconoscere i diritti non rivendicati derivanti dalle polizze, risulta incomprensibile il fatto che non venga prevista, dopo un tempo ragionevole dalla scadenza della polizza, ad esempio 1 anno, un’attività automatica di ricerca e comunicazione ai possibili assicurati e/o beneficiari della maturazione dei diritti connessi.

Per verificare se un familiare deceduto aveva stipulato una polizza vita, si può utilizzare il Servizio ricerca coperture dell’ANIA (http://www.ania.it/it/servizi/ricerca-coperture-vita.html) oppure rivolgersi all’intermediario assicurativo, alla banca o all’impresa di assicurazione di cui si serviva il familiare  (scarica un facsimile di richiesta). Per ulteriori informazioni: Contact Center Consumatori dell’Ivass, 800 486661 dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 14.30.

Si ricorda che per altre informazioni è possibile contattare i nostri sportelli, consultando il sito regionale alla seguente pagina:

http://www.federconsumatori-fvg.it/?page_id=933